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Mi piacerebbe che questo blog riuscisse a rincuorare. A far sentire meno soli, e a dare qualche prospettiva di possibile cambiamento. Vorrei stimolare delle idee nuove, cercare degli antidoti all’aria nuvolosa dei tempi. Confido nella creatività di ciascuno, per capire come, davvero, qui e ora, cambiare la solitudine che ci circonda; e che il flusso vitale ci rinnovi e ci sostenga.

Porta la tua parte migliore qui, a pensare con me, con noi.

Ognuno dovrebbe scrivere il proprio libro, su questo argomento.

Non so risposte, più di quanto non le sappia tu. Nel mio libro, Uscire dalla solitudine. Dietro le nuvole, l’amicizia e l’amore (Urra, 2010), ho solo preso il tempo per interrogarmi, per ascoltare ciò che so senza sapere di saperlo: sono allenata a farlo. Ho anche attinto da molte fonti, dai libri, dai giornali, e soprattutto dalle persone. Ogni volta serbando questi frammenti come preziose tracce di una ricerca non solo mia. Cerchiamo profondità, significato, l’ unicità di ciascuno e l’ unione mistica. E bellezza, coincidenze, pagliuzze d’oro nel fango.

Molti soffrono per la perdita di questo potere di connettersi. La solitudine è terreno di coltura di molteplici patologie e disagi, e fa star male.

Come ritrovare il nutrimento delle relazioni?

Perfino qui, perfino ora?

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Per parlare di felicità, per cercare insieme la sua iridata guida…

   

Leggere

Leggere aiuta, offre chiarezza, suggestioni ipnotiche, stimoli, consolazione, poesia, visione.

Ma la biblioterapia funziona davvero? Secondo alcune ricerche sì, secondo altre no, come sempre succede quando si cercano risultati chiari in aspetti non facilmente misurabili, come il benessere personale.

Leggere aiuta ma la psicoterapia è diversa: c’è un altro a fare da specchio, a prevenire l’autoreferenzialità. Quando si sta male si rischia a volte di fare un cattivo uso perfino dei messaggi più luminosi.

Leggere aiuta: non necessariamente un libro di autoaiuto, e nemmeno di psicologia. Credo che un po’ tutti i libri siano di autoaiuto, dalla Bibbia ai romanzi. I manuali di self help, con esercizi e direttive, non sempre funzionano di più. Perfino i fumetti possono aiutare.

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IMG_1445E’ questo che io pavento – la Solitudine –

le sue caverne e i suoi percorsi oscuri

che il Fattore dell’anima

disvelano – o sigillano –

Emily Dickinson

Immaginate la realtà come una fonte sovrabbondante e inesauribile di stimoli, di opzioni, di livelli di vita. Potremmo attingere sempre nuovi giorni, invece di solito vediamo quello che ci aspettiamo di vedere, o quello che cerchiamo inconsapevolmente, raramente di più. A volte di meno. Nel senso che siamo così immersi nel rimuginio, che ci si forma intorno una bolla spessa e opaca in cui si intrecciano pensieri ripetitivi, immagini ricorsive, emozioni stagnanti, e il mondo esterno, reale, è chiuso fuori, precluso, invisibile. Rinforziamo così i nostri schemi, vivamo riedizioni di storie già lette.

A volte non è solo il rimuginio, ma anche l’ipnosi dello schermo illuminato dell’iPhone o del computer, a isolarci dalla vita reale. Continua a leggere »

Duy-Huynh_Blue-Moon-Expedition

Si, basterebbe un istante. Andavo al liceo, e questo pezzo di canzone mi aiutava a sospendere i circuiti mentali che mi intrappolavano ogni mattina. Mentre tu sei l’assurdo in persona, diceva Bennato, e io sorridevo, sentendomi sempre incongrua. Passavo davanti a portoni spalancati, eppure ero convinta di trovarmi in una strada senza uscita, per cui non li vedevo neanche. Ripercorrere le stesse strade o peggio gli stessi pensieri li consolida sino a farli diventare muri.

Scegliamo il giorno della liberazione, in cui scaraventare le nostre menti sopravvalutate nell’infinito cielo. Continua a leggere »

IMG_2397Di quali circoli viziosi sei socio?

Quali sono le lenti preferite con le quali guardi il mondo abitualmente?

Non è solo ciò che vedi a plasmare la tua percezione della realtà, ma soprattutto ciò che ti aspetti di vedere, che inconsciamente cerchi, la traccia che segui, per paura o per abitudine, per sfiducia o per esperienza. Ignorando che altre sono possibili e forse auspicabili.

Riaprire la possibilità di scelta, è questo che vorrei tu considerassi.

Se credi che non ci sia via d’uscita, potresti passarci proprio davanti e non vederla. Continua a leggere »

A proposito di solitudine. Un lettore, Francesco, mi ha inviato questo link:
Grazie per avermi segnalato questa notizia. E’ molto commovente. Credo che riconoscersi nelle sue parole sia doloroso, ma anche liberatorio: non si è gli unici a soffrire di queste cose. E paradossalmente, più che voglia di imitarlo spero faccia venire voglia di riconoscersi, e di salvarsi, di salvarci tutti dall’aria triste dei tempi.
Uscendo dalle gabbie di paure, giudizi, chiusure.tremiti 2008_0148

Quando la solitudine del cuore fa male, troppo male, e si dispera di trovare una via d’uscita, a volte si decide dIMG_1443i cercare aiuto. Si cerca uno psicoterapeuta, perché sicuramente se ci si trova in quella situazione si deve avere qualcosa che non va, oppure si sta semplicemente sbagliando qualcosa; ma cosa? E comunque se non si era malati, a furia di soffrire lo si è diventati.

La speranza è che il terapeuta possa risolvere il problema e far sì che un incontro, quello che ci risolverà la vita, avvenga. Continua a leggere »

Solitudine 2015

Solitudine 2015: cosa è cambiato dall’495uscita del mio libro, nel 2010?

L’argomento continua a essere del tutto trascurato dai media. Non se ne parla in tv, raramente si trova questo termine sui giornali. E anche fra le persone, si tende a non pronunciare questa parola, preferendo termini  più collaudati e impersonali per esprimere il senso di isolamento, come crisi, stanchezza, ecc.

Dal mio osservatorio minimo, e dalle ricerche recenti, risulta che il fenomeno della solitudine e dell’isolamento sociale sia  peggiorato, rispetto a cinque anni fa.

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