Sono capitata per caso nel tuo blog e l’ho trovato veramente molto bello. Tornerò presto a trovarti perchè avrei tanto bisogno di comunicare con qualcuno di quello che purtroppo vivo da molti anni anche se non direttamente
ma che mi tocca personalmente con delle conseguenze.
Da poco tempo ho scoperto i tuoi libri “Uscire dalla solitudine” e “A un passo dalla felicità” ed ho apprezzato molto la tua scrittura intensa, ricercata nel linguaggio… spesso poetica e, soprattutto, coinvolgente. Come lettore, mi sento condotto dalle tue pagine, a ricercare un nuovo sguardo introspettivo e a riprendere dialoghi interiori interrotti. Sto attraversando “un inverno” che forse dura da un pò, ma grazie a te rivaluto questa stagione. Un tempo, questo, in cui mi sento solo, disabitato…, malgrado, nella mia vita, ci sia molto di ciò che occorre per non esserlo…
Interrogo il perchè di questa scontentezza dolorosa ma l’unica cosa che riesco a fare è: abitare la domanda.
Oggi comincio a capire quando dici che: “Il tempo degli inferi è a volte necessario, la primavera non può essere affrettata” , e allo stesso tempo: “Se ci si sente stanchi e tristi, si deve cercare il buio e la solitudine. Fidandosi che arriverà il momento in cui si sarà naturalmente attratti dall’espansione, dalla luce e dalla compagnia”.
Provo ad abitare queste solitudini interiori ricostruendo ed inventando nuove ragioni di senso. Grazie per aver detto a te stessa ciò che anch’io vorrei provare a dirmi: “Alla parte di me pronta a scoraggiarsi (e a quella che poi invece procede) (…) A tutti coloro che si annuvolano, si perdono nei corridoi, spaventati dal vuoto. Alla parte sconsolata che si sente sempre sola in un mondo senza senso. Per ricordare che la gioia e il senso possono essere ritrovati (anche quando sembra impossibile). Che ogni volta lasciano un’impronta di cui fidarsi.
Il libro diventa, in questo spazio vuoto, parola offerta che spinge (me, e non solo…) ad esplorare mondi possibili. Imparando ad ascoltare… per un altro pezzo di strada da provare a percorrere … con fiducia.
Grazie per la condivisione di ciò che sai fare e sai dare.
Our deepest fear is not that we are inadequate.
Our deepest fear is that we are powerful beyond measure.
It is our light, not our darkness, that most frightens us.
We ask ourselves, Who am I to be brilliant,
gorgeous, handsome, talented and fabulous?
Actually, who are you not to be?
You are a child of God.
Your playing small does not serve the world.
There is nothing enlightened about shrinking
so that other people won’t feel insecure around you.
We are all meant to shine, as children do.
We were born to make manifest the glory of God within us.
It is not just in some; it is in everyone.
Our Deepest Fear
Our deepest fear is not that we are inadequate.
Our deepest fear is that we are powerful beyond measure.
It is our light, not our darkness, that most frightens us.
We ask ourselves, Who am I to be brilliant,
gorgeous, handsome, talented and fabulous?
Actually, who are you not to be?
You are a child of God.
Your playing small does not serve the world.
There is nothing enlightened about shrinking
so that other people won’t feel insecure around you.
We are all meant to shine, as children do.
We were born to make manifest the glory of God within us.
It is not just in some; it is in everyone.
And, as we let our own light shine, we consciously give
other people permission to do the same.
As we are liberated from our fear,
our presence automatically liberates others.
And, as we let our own light shine, we consciously give
other people permission to do the same.
As we are liberated from our fear,
our presence automatically liberates others.
[...] per me e, all’uscita dall’ufficio, sono andata alla Feltrinelli ad assistere alla presentazione dell’ultimo libro di Olga Chiaia, “A un passo dalla [...]
Cara Olga, intanto ti ringrazio dell’occasione che ci hai dato di condividere con te un momento di confronto. Ho scritto un post sull’argomento, di cui sicuramente WP ti avrà già inviato notifica ma, siccome abbiamo parlato anche dell’importanza dell’autostima, volevo segnalarti questo mio articolo in proposito:
Ho letto il libro tutto d’un fiato come una sorsata d’acqua, e adesso me lo rileggo piano piano per godermelo meglio. E’ stato bello riscoprire sulla carta tante cose vissute finora solo dentro di me, trovare una voce che sapesse dirimere certi pensieri, che sapesse confortarmi e aiutarmi nell’arduo compito di mettere me stessa per prima cosa senza perdere di vista tutto il resto.
Grazie!
Cara Diemme, ho letto semplicemente ipnotizzata gli innumerevoli post sul tuo blog sul tema della felicità. Che bello un dibattito così sentito! Non intervengo, nel libro ho detto la mia, poi sembra che mi faccia pubblicità:)
Ho letto “anime blogghe”, sempre da te, e ho ricordato quando anch’io vedendo Aquila a Piacenza e te a Roma ho pensato “Finalmente!”
E ho capito un po’ meglio come funziona il mondo dei blogger (grazie). I vostri blog sono pieni di vita: questo è più fermo, concentrato ma poco sviluppato. Ho poco tempo, ma credo che il problema sia soprattutto che come psicoterapeuta non voglio fare consulenze, o dar consigli, e personalmente non posso scoprirmi troppo.Mentre il bello di un blog è poter scrivere di getto o quasi i propri pensieri e vissuti, cosa che invece mi sento di fare solo sul diario.(Però vorrei che altri lo facessero qui…).Ci penserò.
Questo blog è per condividere esperienze e vissuti sulla solitudine e sui suoi antidoti... Sarebbe bello che diventasse uno spazio di confronto, conforto e ricerca fra noi.
Se pubblichi un reminder qualche giorno prima, per quanto mi riguarda farò i salti mortali per esserci.
Intanto congratulazioni!
Sono capitata per caso nel tuo blog e l’ho trovato veramente molto bello. Tornerò presto a trovarti perchè avrei tanto bisogno di comunicare con qualcuno di quello che purtroppo vivo da molti anni anche se non direttamente
ma che mi tocca personalmente con delle conseguenze.
Ci sarò sicuramente.
Ciao Olga,
Da poco tempo ho scoperto i tuoi libri “Uscire dalla solitudine” e “A un passo dalla felicità” ed ho apprezzato molto la tua scrittura intensa, ricercata nel linguaggio… spesso poetica e, soprattutto, coinvolgente. Come lettore, mi sento condotto dalle tue pagine, a ricercare un nuovo sguardo introspettivo e a riprendere dialoghi interiori interrotti. Sto attraversando “un inverno” che forse dura da un pò, ma grazie a te rivaluto questa stagione. Un tempo, questo, in cui mi sento solo, disabitato…, malgrado, nella mia vita, ci sia molto di ciò che occorre per non esserlo…
Interrogo il perchè di questa scontentezza dolorosa ma l’unica cosa che riesco a fare è: abitare la domanda.
Oggi comincio a capire quando dici che: “Il tempo degli inferi è a volte necessario, la primavera non può essere affrettata” , e allo stesso tempo: “Se ci si sente stanchi e tristi, si deve cercare il buio e la solitudine. Fidandosi che arriverà il momento in cui si sarà naturalmente attratti dall’espansione, dalla luce e dalla compagnia”.
Provo ad abitare queste solitudini interiori ricostruendo ed inventando nuove ragioni di senso. Grazie per aver detto a te stessa ciò che anch’io vorrei provare a dirmi: “Alla parte di me pronta a scoraggiarsi (e a quella che poi invece procede) (…) A tutti coloro che si annuvolano, si perdono nei corridoi, spaventati dal vuoto. Alla parte sconsolata che si sente sempre sola in un mondo senza senso. Per ricordare che la gioia e il senso possono essere ritrovati (anche quando sembra impossibile). Che ogni volta lasciano un’impronta di cui fidarsi.
Il libro diventa, in questo spazio vuoto, parola offerta che spinge (me, e non solo…) ad esplorare mondi possibili. Imparando ad ascoltare… per un altro pezzo di strada da provare a percorrere … con fiducia.
Grazie per la condivisione di ciò che sai fare e sai dare.
Complimenti per la presentazione del libro dell’11/11/2011 (e complimenti anche a te!
).
Grazie!!!
Our Deepest Fear
Our deepest fear is not that we are inadequate.
Our deepest fear is that we are powerful beyond measure.
It is our light, not our darkness, that most frightens us.
We ask ourselves, Who am I to be brilliant,
gorgeous, handsome, talented and fabulous?
Actually, who are you not to be?
You are a child of God.
Your playing small does not serve the world.
There is nothing enlightened about shrinking
so that other people won’t feel insecure around you.
We are all meant to shine, as children do.
We were born to make manifest the glory of God within us.
It is not just in some; it is in everyone.
Our Deepest Fear
Our deepest fear is not that we are inadequate.
Our deepest fear is that we are powerful beyond measure.
It is our light, not our darkness, that most frightens us.
We ask ourselves, Who am I to be brilliant,
gorgeous, handsome, talented and fabulous?
Actually, who are you not to be?
You are a child of God.
Your playing small does not serve the world.
There is nothing enlightened about shrinking
so that other people won’t feel insecure around you.
We are all meant to shine, as children do.
We were born to make manifest the glory of God within us.
It is not just in some; it is in everyone.
And, as we let our own light shine, we consciously give
other people permission to do the same.
As we are liberated from our fear,
our presence automatically liberates others.
And, as we let our own light shine, we consciously give
other people permission to do the same.
As we are liberated from our fear,
our presence automatically liberates others.
Marianne Williamson
E, come hai visto, c’ero!
[...] per me e, all’uscita dall’ufficio, sono andata alla Feltrinelli ad assistere alla presentazione dell’ultimo libro di Olga Chiaia, “A un passo dalla [...]
Cara Olga, intanto ti ringrazio dell’occasione che ci hai dato di condividere con te un momento di confronto. Ho scritto un post sull’argomento, di cui sicuramente WP ti avrà già inviato notifica ma, siccome abbiamo parlato anche dell’importanza dell’autostima, volevo segnalarti questo mio articolo in proposito:
http://donnaemadre.wordpress.com/2010/11/06/quel-filo-sottile-tra-supponenza-e-autostima/
[...] presentazione del libro di Olga, avendo durante un mio intervento dichiarato di essere una persona molto felice, me ne è stato [...]
Ho letto il libro tutto d’un fiato come una sorsata d’acqua, e adesso me lo rileggo piano piano per godermelo meglio. E’ stato bello riscoprire sulla carta tante cose vissute finora solo dentro di me, trovare una voce che sapesse dirimere certi pensieri, che sapesse confortarmi e aiutarmi nell’arduo compito di mettere me stessa per prima cosa senza perdere di vista tutto il resto.
Grazie!
Grazie, grazie di cuore a Giulia, le tue parole mi fanno felice.
E grazie a Franco, ad Alma e a Diemme, per le risonanze preziose…
E la discussione da me sta continuando… mi farebbe davvero piacere un tuo intervento.
Cara Diemme, ho letto semplicemente ipnotizzata gli innumerevoli post sul tuo blog sul tema della felicità. Che bello un dibattito così sentito! Non intervengo, nel libro ho detto la mia, poi sembra che mi faccia pubblicità:)
Ho letto “anime blogghe”, sempre da te, e ho ricordato quando anch’io vedendo Aquila a Piacenza e te a Roma ho pensato “Finalmente!”
E ho capito un po’ meglio come funziona il mondo dei blogger (grazie). I vostri blog sono pieni di vita: questo è più fermo, concentrato ma poco sviluppato. Ho poco tempo, ma credo che il problema sia soprattutto che come psicoterapeuta non voglio fare consulenze, o dar consigli, e personalmente non posso scoprirmi troppo.Mentre il bello di un blog è poter scrivere di getto o quasi i propri pensieri e vissuti, cosa che invece mi sento di fare solo sul diario.(Però vorrei che altri lo facessero qui…).Ci penserò.